lifting invisibile
 
CHIRURGIA DELLA CALVIZIE
 

MASTOPLASTICA

 

 
   
 
 
MASTOPLASTICA
Chirurgia estetica della mammella
 
     
 

MASTOPLASTICA ADDITIVA
ingrandimento del seno

Questa   operazione è stata ideata per aumentare il volume del seno mediante l'introduzione di una protesi mammaria, ma non rialza il capezzolo od un seno pendulo, per i quali occorre   eseguire un intervento diverso. Questa operazione è perciò indicata per persone che hanno un seno piccolo o per coloro che hanno un seno che è ridotto di volume e/o lievemente abbassato a seguito di una gravidanza.

L'intervento viene eseguito in anestesia generale con una notte di ricovero o in anestesia locale con sedazione in regime di Day-Hospital.

Attraverso una incisione cutanea   (o a livello dell'ascella o in sede periareolare o lungo il solco sottomammario) viene posizionata una protesi al di sotto della ghiandola mammaria oppure sotto il muscolo grande pettorale, ciò a seconda delle caratteristiche fisiche del soggetto e del risultato che si vuole ottenere. Al termine dell'intervento è possibile che venga posizionato un drenaggio per lato, che verrà rimosso dopo 1-2 giorni.

Al momento della dimissione la paziente indosserà al di sopra dei bendaggi un reggiseno appropriato che dovrà portare per circa un mese e, durante i primi 15 giorni, anche la notte.

I punti di sutura, qualora non siano di tipo riassorbibile, verranno rimossi dopo circa 15 giorni.

Nei giorni immediatamente successivi all'intervento si formeranno delle ecchimosi dolenti che si possono estendere anche ampiamente all'intera area interessata dall'operazione.

Durante le prime 4-5 settimane sono permessi movimenti limitati delle braccia ed esercizi fisici, purché eseguiti con moderazione; poi si può tornare gradualmente ad una normale attività. Dopo circa 3 settimane è possibile riprendere la guida dell'automobile per viaggi non lunghi. Sono vietati per un mese i movimenti e gli esercizi che richiedono un coinvolgimento della regione pettorale (circonduzione delle braccia, portare pesi ecc.)

Nei primi mesi si osserverà una diminuzione della sensibilità su gran parte della regione pettorale che però, gradualmente e lentamente , riprenderà fino al recupero, nella maggior parte dei casi, totale.

Le cicatrici saranno nei primi mesi arrossate, dure, lievemente rilevate, ma, dopo 6-12 mesi, gradualmente si schiariranno e si appiattiranno.

Nei primi 6 mesi le cicatrici non si devono esporre al sole.

Complicanze, in verità pochissimo frequenti, ma possibili, sono quelle comuni ad ogni intervento chirurgico, quali la formazione di una raccolta di siero (sieroma) o di sangue (ematoma), l'infezione, inoltre si può avere la diminuzione della sensibilità tattile del capezzolo e/o della cute circostante, la formazione di cicatrici ipertrofiche o di cheloidi, la migrazione, cioè lo spostamento, della protesi e la cosiddetta "contrattura capsulare", cioè la visibilità della forma della protesi ed il suo indurimento al tatto accompagnata da sensazioni variabili dal leggero fastidio alla dolenzia che, nei casi più gravi, fortunatamente molto rari, porta alla espulsione della protesi stessa.

Le ultime quattro possibili complicanze (diminuzione della sensibilità, formazione di cicatrici ipertrofiche o cheloidi, migrazione della protesi, contrattura capsulare), non sono prevedibili prima dell'intervento perché si tratta di reazioni soggettive dell'organismo allo stress chirurgico ed ad un corpo estraneo quale è la protesi di silicone, che, peraltro, è un materiale inerte ed estesamente utilizzato da molti anni in varie branche della chirurgia. In particolare , l'imprevedibilità e la bizzarria del fenomeno della "contrattura capsulare" sono sottolineate dal fatto che la sua epoca di comparsa può essere evidenziata entro poche settimane come dopo alcuni anni e   può colpire prevalentemente od esclusivamente una sola mammella.

 



MASTOPLASTICA RIDUTTIVA
riduzione del seno

Un seno grande e pesante può essere molto imbarazzante e fastidioso per donne sia giovani che anziane, soprattutto per i disturbi che può comportare alla schiena. Questa condizione può iniziare al momento del pieno sviluppo del seno o diventare più pronunciata dopo una gravidanza.

L' intervento di riduzione mammaria è abbastanza lungo, si esegue in anestesia generale, ma, sorprendentemente, non comporta molto dolore postoperatorio, tanto che un ricovero di un giorno è in genere sufficiente, a patto di continuare la convalescenza a casa per una settimana.

L'intervento è stato ideato per rendere il seno più piccolo e con una forma più accettabile.

Il seno viene opportunamente inciso in modo da permettere il suo rimodellamento ed il riposizionamento dei capezzoli ad un livello più alto rispetto a quello di partenza. Residuano una cicatrice interna all'areola, una verticale tra l'areola ed il solco sottomammario ed una orizzontale lungo il solco.Alla fine dell'operazione il nuovo seno sarà bendato ed avrà un drenaggio per lato. Durante la prima medicazione,alla dimissione, i drenaggi verranno rimossi, così come le bende, che verranno sostituite da un reggiseno opportuno che la paziente dovrà indossare per un mese e, nei primi 15 giorni, anche durante la notte.

Immediatamente dopo l'operazione si formeranno delle piccole aree di ecchimosi e sarà presente una lieve dolenzia.

I punti di sutura, qualora non siano di tipo riassorbibile, verranno rimossi dopo 15-20 giorni.

Durante le prime 4-5 settimane sono permessi movimenti limitati delle braccia ed esercizi fisici, purché eseguiti con moderazione; poi si può tornare gradualmente ad una normale attività. Dopo circa 3 settimane è possibile riprendere la guida dell'automobile per viaggi non lunghi.Sono vietati per un mese i movimenti e gli esercizi che richiedono un coinvolgimento della regione pettorale (circonduzione delle braccia, portare pesi ecc.)

Nei primi mesi si osserverà una diminuzione della sensibilità su gran parte della regione pettorale che però, gradualmente e lentamente , riprenderà fino al recupero, nella maggior parte dei casi, totale.

Le cicatrici saranno nei primi mesi arrossate, dure, lievemente rilevate, ma, dopo 6-12 mesi, gradualmente si schiariranno e si appiattiranno.

Nei primi 6 mesi le cicatrici non si devono esporre al sole.

Complicanze, in verità pochissimo frequenti, ma possibili, sono quelle comuni ad ogni intervento chirurgico, quali la formazione di una raccolta di siero (sieroma) o di sangue (ematoma), l'infezione, inoltre si può avere la diminuzione della sensibilità tattile del capezzolo e/o della cute circostante, la formazione di cicatrici ipertrofiche o di cheloidi.

Queste due ultime complicanze non sono però prevedibili prima dell'intervento perché si tratta di reazioni soggettive dell'organismo allo stress chirurgico.

Un' altra complicanza, rara e legata soprattutto alle tecniche di riduzione di seni molto molto grandi, è la necrosi (generalmente parziale) del capezzolo, che, comunque, può venire ricostruito successivamente.

L'allattamento al seno dopo la gravidanza è talora possibile, ma può provocare, dopo l'iniziale ingrossamento, una successiva riduzione di volume del seno con cambiamento di forma.

MASTOPESSI
correzione dei seni ptosici (penduli)

La pelle del seno ed i suoi legamenti di supporto vengono stirati durante la gravidanza o durante fluttuazioni del peso corporeo e ciò può provocare un abbassamento del seno e del livello dei capezzoli. Tale quadro clinico è detto "ptosi mammaria". Questo processo si verifica, inoltre, anche se in misura minore, con il progredire dell'età.

La correzione può essere eseguita in due maniere a seconda anche del grado di riduzione di volume della ghiandola mammaria, che è spesso associata all'abbassamento della stessa.

In caso di lieve abbassamento del seno, con o senza riduzione di volume, si esegue un intervento di mammoplastica additiva con inserimento di protesi. Se, invece, l'abbassamento è di medio o alto grado l'inserimento di una protesi mammaria non è più sufficiente, perchè la cute è in eccesso, per cui lo si deve associare o sostituire con una tecnica che implica l'impiego di opportune incisioni cutanee per riposizionare il seno (e di conseguenza i capezzoli) in posizione più alta con eliminazione e rimodellamento della pelle eccedente.

L'intervento viene eseguito in anestesia generale con una notte di ricovero o in anestesia locale con sedazione in regime di Day Hospital.           

Nel caso del solo inserimento delle protesi mammarie, viene effettuata un'incisione a livello dell'ascella oppure sulla parte inferiore dell'areola oppure lungo il solco sottomammario per permettere il posizionamento della protesi al di sotto della ghiandola.

Nel secondo caso, invece, la protesi, se utilizzata, viene inserita attraverso le incisioni che vengono eseguite per il rimodellamento di tutto il seno. Residuano una cicatrice intorno all'areola, una verticale tra l'areola ed il solco sottomammario e, a volte, una orizzontale breve lungo il solco.

Al termine dell'intervento spesso sarà necessario l'inserimento di un drenaggio per ogni lato, che verrà rimosso 1-2 giorni dopo.

Al momento della dimissione la paziente indosserà un reggiseno appropriato che dovrà portare per circa un mese e durante i primi 15 giorni anche la notte. I punti di sutura, qualora non siano di tipo riassorbibile, verranno rimossi dopo circa 15 giorni.

Nei giorni immediatamente successivi all'intervento si formeranno delle ecchimosi dolenti, soprattutto nel caso di inserimento di protesi mammaria, che si possono estendere anche ampiamente all'intera area interessata dall'operazione.

Movimenti limitati delle braccia ed esercizi fisici sono permessi, purché eseguiti con moderazione, durante le prime 4-5 settimane, dopodiché si può tornare gradualmente ad una normale attività. Dopo circa 3 settimane è possibile riprendere la guida dell'automobile per viaggi non lunghi. Sono vietati per un mese i movimenti e gli esercizi che richiedono un coinvolgimento della regione pettorale (circonduzione delle braccia, portare pesi ecc.).

Nei primi mesi si osserverà una diminuzione della sensibilità su gran parte della regione pettorale che però, gradualmente e lentamente, riprenderà fino al recupero, nella maggior parte dei casi, totale.

Le cicatrici saranno nei primi mesi arrossate, dure, lievemente rilevate, ma, dopo 6-12 mesi, gradualmente, si schiariranno e si appiattiranno. Nei primi 6 mesi le cicatrici non si devono esporre al sole.

Complicanze, in verità pochissimo frequenti, ma possibili, sono quelle comuni ad ogni intervento chirurgico, quali la formazione di una raccolta di siero (sieroma) o di sangue (ematoma), l'infezione, inoltre si può avere la diminuzione della sensibilità tattile del capezzolo e/o della cute circostante, la formazione di cicatrici ipertrofiche o di cheloidi e, nel caso di inserimento di protesi mammaria, la migrazione, cioè lo spostamento, della protesi e la cosiddetta "contrattura capsulare" cioè la visibilità della forma della protesi ed il suo indurimento al tatto accompagnata da sensazioni variabili dal leggero fastidio alla dolenzia che, nei casi più gravi, fortunatamente molto rari, porta alla espulsione della protesi stessa.

Le ultime quattro possibili complicanze (diminuzione della sensibilità, formazione di cicatrici ipertrofiche o cheloidi, migrazione della protesi, contrattura capsulare) non sono prevedibili prima dell'intervento, perché si tratta di reazioni soggettive dell'organismo allo stress chirurgico e ad un corpo estraneo quale è la protesi di silicone, che, peraltro, è un materiale inerte ed estesamente utilizzato da molti anni in varie branche della chirurgia. In particolare, l'imprevedibilità e la bizzarria del fenomeno della "contrattura capsulare" sono sottolineate dal fatto che la sua epoca di comparsa può essere evidenziata entro poche settimane come dopo alcuni anni e   può colpire prevalentemente od esclusivamente una sola mammella.

GINECOMASTIA
correzione del seno maschile

Per ginecomastia si intende comunemente l'eccessivo sviluppo della ghiandola mammaria nell'uomo. Ciò è fonte di notevole imbarazzo al punto che la sua presenza può alterare notevolmente le normali abitudini di vita   (abbigliamento, frequentazione di piscine e/o spiagge).

Si parla di ginecomastia vera se l'aumento di volume del seno maschile è dovuto all'ingrandimento della   ghiandola mammaria (presente anche nei maschi) per varie cause, soprattutto ormonali (disfunzioni proprie o assunzione di farmaci). La cosiddetta ginecomastia falsa è causata, invece, dall'aumento cospicuo della quantità di grasso normalmente presente nella regione pettorale per vari motivi (variazioni di peso, conformazione corporea, ormoni). E' possibile, comunque, che le due componenti si associno.

Tale anomalia si può correggere tramite due diverse tecniche chirurgiche a seconda dei casi.

La prima metodica consiste nell'esecuzione di una "mastectomia sottocutanea", cioè nell'asportazione della ghiandola mammaria mediante un'incisione a livello della parte inferiore dell'areola.

Con la seconda tecnica, invece, si esegue l'aspirazione del grasso sottocutaneo nella regione pettorale interessata mediante un'apposita cannula che viene introdotta attraverso un paio d'incisioni lunghe pochi mm in zone poco visibili del torace (liposuzione).

Entrambi i tipi d'intervento sono eseguiti in regime di   Day Hospital in anestesia locale con sedazione.

Al termine dell'operazione   le   incisioni verranno chiuse mediante sutura riassorbibile e/o l'applicazione di cerotti. Quindi verrà fatta indossare un'opportuna guaina elastica che dovrà essere portata giorno e notte per circa 20 giorni per permettere una omogenea cicatrizzazione.

Nei giorni immediatamente successivi all'intervento saranno presenti un certo grado di dolenzia   e varie ecchimosi, che si riassorbiranno nel giro di 20-30 giorni.

Movimenti limitati delle braccia ed esercizi fisici sono permessi, purchè eseguiti con moderazione, durante le prime 4-5 settimane; poi si potrà tornare gradualmente ad una normale attività. Sono vietati per un mese i movimenti e gli esercizi che richiedono un coinvolgimento della regione pettorale (circonduzione delle braccia, portare pesi, ecc.).

Nei primi mesi si osserverà una diminuzione della sensibilità su gran parte della regione pettorale che però, gradualmente e lentamente, riprenderà fino al recupero, nella maggior parte dei casi, totale.

Le cicatrici saranno nei primi mesi arrossate, dure, lievemente rilevate, ma, dopo 6-12 mesi, gradualmente si schiariranno e si appiattiranno.

Nei primi 6 mesi le cicatrici non si devono esporre al sole.

Complicanze, in verità poco frequenti, ma possibili, sono quelle comuni ad ogni intervento chirurgico, quali la formazione di una raccolta di siero (sieroma) o di sangue (ematoma), l'infezione, inoltre si può avere la diminuzione della sensibilità tattile del capezzolo e/o della cute circostante, la formazione di cicatrici ipertrofiche o di cheloidi.

Queste due ultime complicanze non sono però prevedibili prima dell'intervento perché si tratta di reazioni soggettive dell'organismo allo stress chirurgico.