lifting invisibile
 
CHIRURGIA DELLA CALVIZIE
 

MASTOPLASTICA

 

 
   
 
 
LIFTING DEL VOLTO E DEL COLLO
 
     
 

Nella nostra società il ringiovanimento del volto sta senz'altro acquistando una importanza sempre maggiore e ciò rispecchia il desiderio generale sempre più pressante di riuscire in qualche modo a "fermare il tempo".

Conoscere perciò qualcosa sulla composizione dei tessuti del volto aiuterà a capire ciò che si può e ciò che non si può ottenere con il suddetto intervento.

Il tessuto che ricopre l'impalcatura ossea del volto e del collo è composto da tre strati, ognuno suscettibile degli effetti dell'età. Lo strato più superficiale è costituito dalla pelle. Qui le pieghe che si formano per i movimenti della muscolatura sottostante sono normali nei giovani e spariscono nei momenti di riposo quando il tessuto elastico torna a posto. Con gli anni, invece, la pelle perde gradualmente la propria elasticità (il tutto acuito dall'eccessiva esposizione al sole) e le pieghe diventano fisse sotto forma di rughe nelle aree di maggiore movimento.

Il secondo strato, appena al di sotto della pelle, è il grasso. Sebbene nel giovane questo sia distribuito uniformemente, negli anni successivi, anche per effetto della gravità, tende a spostarsi in basso provocando l'infossamento delle guance ed il deposito di grasso ai lati del mento.

Il terzo strato è costituito invece dai muscoli del volto che producono le intricate variazioni della mimica facciale. Il più importante di questi è il platisma, muscolo sottile ed esteso, che, sospeso tra mandibola e clavicola fa da supporto al collo, dando al giovane individuo un mento piatto e ben teso oltre ad un angolo ben definito alla giunzione tra collo e mandibola. Con l'età questo muscolo perde il suo tono, l'effetto della gravità aumenta e stira la pelle in basso provocando gli accumuli di pelle e grasso ai lati del mento oltre alla riduzione del normale angolo tra collo e mandibola. Una ulteriore perdita di tono, insieme alla pelle poco elastica, producono pieghe verticali molto marcate che sono spesso visibili al centro del collo.

Da quanto su esposto si evince che un lifting del volto richiederà   un'asportazione parziale ed il rimodellamento del grasso del collo e della parte inferiore del volto nonché lo stiramento del platisma.

L'età ottimale per questo intervento si aggira intorno ai 50 anni, sebbene la tendenza attuale sia invece di sottoporsi all'intervento molto prima, intorno ai 40 anni, cioè prima che gli effetti della gravità diventino piuttosto evidenti.

Il paziente che si sottopone all'intervento credendo che questo gli darà la chiave della felicità, dell'eterna giovinezza ed il successo istantaneo difficilmente ne trarrà beneficio. E' opportuno invece ricordare che l'intento di questo intervento è di arrestare temporaneamente l'effetto della gravità, che però continuerà ad agire in maniera progressiva con il tempo.

I pazienti che vogliono avere un risultato importante   e duraturo, inoltre, non dovrebbero dare molta importanza a ciò che viene chiamato "minilift" perché ciò implica solo un minimo stiramento di pelle senza migliorare il platisma o la ridistribuzione del grasso del volto. Un "minilift" dà un "minirisultato" in quanto anche se si ha un buon risultato immediato ciò durerà solo mesi invece che anni.

Il miglioramento più eclatante che si ha con l'intervento di lifting completo del volto e del collo è, ovviamente, sui tessuti del collo e del volto. Esso invece ha poco effetto sulla fronte e sull'area intorno agli occhi, che sono meglio trattati direttamente con il lifting temporale o delle sopracciglia o con la riduzione delle palpebre (blefaroplastica) o con l'iniezione di tossina botulinica nelle rughe più profonde.   L'intento del chirurgo è quindi di ricreare una linea mandibolare con curve naturali eliminando gli eccessi di pelle, di grasso e di muscolo, e di accentuare il normale angolo tra collo e mandibola.

L'INTERVENTO ED IL PERIODO POSTOPERATORIO

L'intervento si esegue in anestesia generale con 1-2 giorni di ricovero. Attraverso delle incisioni che passano all'interno del cuoio capelluto, davanti all'orecchio e subito dietro a questo, la pelle del volto viene stirata per eliminare le rughe, l'eccesso di grasso viene asportato, ed il platisma viene sollevato e posto sotto tensione in modo da fornire un supporto ed un contorno migliori. Rimangono delle cicatrici poco visibili in quanto i 4/5 di esse sono nascoste nel cuoio capelluto o dietro l'orecchio.

La prima volta che la paziente si guarderà allo specchio dopo l'intervento sarà enormemente sorpresa di vedere un volto giovane da cui saranno sparite tutte le pieghe principali. Purtroppo questo aspetto molto giovanile dipende in gran parte dal cospicuo gonfiore postoperatorio e con gradualità le rughe si ripresenteranno sebbene meno visibilmente. Subito dopo l'intervento è preferibile stare seduti il più possibile durante il giorno e dormire con quanti più cuscini possibile durante la notte. Ciò serve a ridurre il gonfiore più in fretta. Bisogna anche evitare di dormire su di un lato durante i primi 7-10 giorni in modo da evitare che un lato del volto sia più gonfio dell'altro. Nei primi due giorni dopo l'intervento i capelli saranno necessariamente poco puliti e ciò provocherà una certa irritazione. Dopo due giorni i bendaggi verranno sostituiti con una guaina apposita, i capelli verranno lavati, e si potrà quindi essere dimessi.

Si può tornare ad una attività normale a casa fino a quando i punti e la guaina verranno tolti intorno al 10° giorno postoperatorio.

Molti pazienti preferiscono rimanere in casa oppure abbinare l'intervento con una vacanza.

A dispetto di una attenta emostasi (controllo del sanguinamento) c'è sempre una certa quantità di ecchimosi soprattutto al collo che tende comunque a sparire entro le prime due settimane. Durante questo periodo è preferibile che i pazienti stiano lontani da una intensa attività sociale non solo per dare al volto abbastanza   tempo per riprendersi ma anche per riacquistare sufficienti energie per tornare ad una vita ed occupazioni normali.

Quanto "tiene" un lifting? E' impossibile dare una risposta precisa in quanto dipende da vari fattori quali la struttura del volto, lo spessore e l'elasticità della pelle, il grado di esposizione al sole. La durata varia perciò da persona a persona.

La tendenza attuale è comunque di eseguire un secondo ed anche un terzo lifting negli anni se ciò dovesse essere necessario.

COMPLICANZE

Nonostante la tecnica chirurgica sia meticolosa e si faccia particolare attenzione ad arrestare il sanguinamento dei vasi, talora il sangue continua ad accumularsi per formare un coagulo (ematoma), producendo un leggero gonfiore del volto. Questo può essere rimosso con facilità. La complicanza più comune è però la necrosi (morte) di un piccolo triangolo di pelle dietro l'orecchio dove essa è sottile e delicata e posta sotto massima tensione, ma con il tempo questa guarisce spontaneamente. Ciò succede soprattutto nei forti fumatori. E' perciò imperativo smettere di fumare almeno una settimana prima e due settimane dopo l'intervento. Un'altra possibile complicazione è l'infezione che però è in genere molto rara.

In ogni lifting piccoli nervi sensitivi vengono inevitabilmente divisi producendo una ridotta sensibilità. Questa però ritorna, una volta che i nervi si sono rigenerati. Ciò si verifica in genere entro 9-12 mesi. Il ritorno della sensibilità è accompagnato da un formicolio che è segno positivo di rigenerazione dei nervi. In una piccola percentuale di casi non si ha il recupero completo della sensibilità, permanendo, così, una lieve diminuzione, a volte localizzata solo in alcune aree. Questo fenomeno non è prevedibile prima dell'intervento, così come non lo è la comparsa di cicatrici ipertrofiche o cheloidee, in quanto si tratta di reazioni soggettive dell'organismo allo stress chirurgico.

Nei primi giorni dopo l'intervento può succedere di sentirsi "malinconici". Occorre, perciò, sapere   che una volta che i lividi ed il gonfiore saranno scomparsi ci si sentirà meglio e la depressione scomparirà automaticamente. Infatti è sorprendente come chi si sottopone a questo tipo di intervento torni rapidamente ad una vita normale e dimentichi   ogni depressione una volta visti gli effetti del lifting, a patto che, ovviamente, le   aspettative non siano state eccessive.

LIFTING DISTRETTUALE DEL VOLTO: IL "LIFTING INVISIBILE"

Il lifting sopradescritto è l'intervento classico esteso a tutto il viso (eccetto la fronte) e al collo ed è, perciò, il più completo, ma anche il più invasivo.
Da alcuni anni è possibile migliorare solo alcune parti del volto (le tempie, le guance, il collo) senza interessare anche tutte le altre con conseguente minor rischio di complicanze, accorciamento delle cicatrici e, soprattutto, dei tempi di convalescenza. Ciò è possibile riposizionando verso l'alto i tessuti che con il tempo sono scivolati in basso mediante dei fili di sospensione.
L'indicazione principe per questo tipo di intervento è il viso che, ha si perso il tono dei tessuti sottocutanei, che, infatti, sono scivolati in basso per gravità, ma che ha ancora una pelle abbastanza elastica e non troppo eccedente.
Un intervento di questo tipo ha comunque una buona "tenuta" (anche se un po' più limitata rispetto al lifting classico completo), sempre però dipendente dal tipo di cute e dalle abitudini di vita.
Il lifting di un solo distretto del viso non preclude in alcun modo l'esecuzione in futuro di un eventuale intervento più esteso.